nino's profileTHEKAIZOKUPhotosBlogListsMore Tools Help

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    June 27

    ...continua...

    (... segue...)Sorprendentemente, invece di avvicinarsi, lei cominciò a correre, leggera, tra il verde del giardino. Mi lanciai, con tutte le mie forze, in un inseguimento spasmodico, sino a perdere il fiato, senza, tuttavia, riuscire a raggiungerla. Le mie gambe pesavano, come calamitate a terra, ogni passo era una fatica a confronto della danza in cui la mia ammaliatrice stava esibendosi. Sembrava fluttuare, lieve, sopra il soffice strato d’erba che ricopriva il terreno, sembrava una farfalla in preda al delirio. Questo rituale d’amore ci spinse lontano, facendoci inoltrare in quello che, prima, sembrava solo un giardino di una vecchia, decadente villa abbandonata. Inciampai tantissime volte, cadendo goffamente a terra. Quando successe l’ultima volta non riuscii a rialzarmi e decisi di rimanere lì ad attendere che lei si avvicinasse a me. Questo, però, non avvenne ed io dovetti riprendere il mio inseguimento. Rialzandomi mi avvidi che il posto in cui mi trovavo non era assolutamente quello di cui avevo memoria. Mi trovavo in una valle sterminata e dal punto in cui ero potevo intravvedere un fiume scorrere in fondo alla verde distesa. Pensai che preso dalla foga dell’inseguimento non mi ero accorto della vallata, credevo, infatti di essere ancora alle spalle della villa. Purtroppo questa non si vedeva ed io non riuscivo a ricordare per quanto tempo avessi rincorso quella donna. Era come se avessi perso ogni cognizione spazio temporale. Forse cadendo avevo sbattuto la testa, forse stavo ancora sognando.  (...continua...)
    June 26

    Lacrime

    Lacrime

    Lei era una pioggia di sole che aspettava solo un cenno per inondarmi di calore. Le bastavano i miei sorrisi per volare come le aquile, per sognare come i bambini. Mi accorsi di lei passando davanti una vecchia villa che credevo disabitata.Si nascondeva tra le piante, dietro gli alberi, nell’oscurità che le verdi foglie creavano impedendo al sole di giungere a terra. Per un attimo mi fermai, sentendomi come chiamato, ascoltando un  sussurro che lieve sfiorò le mie orecchie. Restai fermo con la testa un po’ inclinata ad ascoltare, per cercare di capire se fosse solo una mia impressione. Quel sussurro crebbe lentamente, assumendo una forma, definendosi sempre di più, sino a diventare musica. Un canto ammaliante, il cui oggetto ero io, era il mio nome. Possibile che qualcuno stesse chiamandomi? Si, fu la risposta e ne ebbi la certezza voltandomi. La vidi, per la prima volta, restandone abbagliato. Scivolai nei suoi verdi occhi magici, nuotai per un lunghissimo momento in un oceano la cui acqua era tiepida e rassicurante, mi lasciai cullare dal tepore della sua voce, dalla gentilezza del suo canto. Invitandomi ad entrare indicò il cancello d’ingresso. Lo aprii, varcai la soglia, cercai di avvicinarmi.... (Continua...)
    October 30

    UN PASSAGGIO SULLA MIA BARCA....

    Sono io che vi parlo, il capitano della nave in perenne dirotta verso ignote e futili destinazioni. Sono il viandante, lo sbandato, il pellegrino di Asakusa che, cinto dagli effluvi orientali non ha mai dimenticato l’amorevole azzurro dei mari mediterranei. Porto nei miei occhi il riflesso delle grida dei gabbiani e sulla mia schiena lo scottante calore dei ciottoli eoliani. Parlo come un mercante di pietre ma vendo me stesso.  Ed è agli  antri più profondi del mio cuore che il desiderio del sud si è attanagliato con morsa da dogo.  Sono io che canto, che sogno e che ricordo il libero sussurro del mare che sontuoso cinge la mia Itaca.

    April 22

    CIAULA

    GRANDE, PLACIDA COME IN UN FRESCO, LUMINOSO OCEANO DI SILENZIO GLI STAVA DI FACCIA LA LUNA.[...]
    E CIAULA SI MISE A PIANGERE SENZA SAPERLO SENZA VOLERLO, DAL GRAN CONFORTO, DALLA GRANDE DOLCEZZA CHE SENTIVA NELL'AVERLA SCOPERTA, LA', MENTR'ELLA SALIVA PEL CIELO, LA LUNA, COL SUO AMPIO VELO DI LUCE, IGNARA DEI MONTI, DEI PIANI, DELLE VALLI CHE RISCHIARAVA, IGNARA DI LUI, CHE PURE PER LEI NON AVEVA PIU' PAURA, NE' SI SENTIVA PIU' STANCO, NELLA NOTTE ORA PIENA DEL SUO STUPORE.




    April 03

    fate voi


    Confusi il brivido del freddo


    con quello della poesia

    e l'ebbrezza del tabacco

    con ventate d'ironia...

    March 18

    FUGA

    FINO A QUANDO FUGGIRE MI GARANTIRA' LA GIOIA CONTINUERO' A FARLO. FINO A QUANDO POTRO' ESSERE LIBERO.

    DOMENICA TORNO A CASA

    DI RISO E GIALLO NE HO FIN SOPRA I CAPELLI

    March 15

    ME STESSO

    Mi viene davvero difficile avere a che fare con una testa di cazzo come me stesso.

    ma voi come fate???

    March 14

    DISTACCO

    Distacco

     

    Rossa la sera gonfia d’addio

    Nero d’affetto il lampo non genio ma dolore

    vetro lo sguardo sopra le teste già chine

    felice il ricordo già nato nel mare

    azzurro di gelo il sentirsi

    morire.

    March 11

    BANALITIES

    Io cambiero'... Metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto. Scelgo la vita. Gia' adesso non vedo l'ora. Diventero' esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cavolo, la lavatrice, la macchina, il cd e l'apriscatole elettrico. Buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai-da-te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario di ufficio, bravo a golf, l'auto lavata, tanti maglioni, natali in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai..
    In attesa del giorno in cui morirai.
    March 10

    Scrivo per scrivere

    Scrivo per scrivere. Di conseguenza il mio lettore ideale è colui che trae come maggior diletto dalla lettura la lettura stessa.

     

    Mi chiedi cosa sia uno scrittore. Di certo non è un politico, né un finanziere, ma si illude di sapere perché esista la politica e  a cosa serva la finanza. È uno che avrebbe voluto giocare a pallone e che ti stancherebbe ore ed ore a parlare  delle contraddizioni del calcio moderno. È uno che vorrebbe ricalcare le vite avventurose di suoi celebri precursori, sorseggiando cocktail su spiagge affollate da cosce smisuratamente sode ed abbronzate e seni prorompenti più vicini alle forme di  un ananasso che a quelle di  una coppa per lo champagne, da amache legate a palme esili ma dotate di foglie grandi quanto basta per rinfrescare, con la loro ombra, quelle meningi che fino a pochissimo tempo prima si erano contorte e stritolate per culminare nel parto del più grande capolavoro che la letteratura mondiale potesse ricordare.

    Credo che in ultima analisi sia un uomo che ami scrivere…

    …e che odi le stupide commedie americane…

    March 08

    J&K

    J: è tutta una questione mentale, se nn ci stai con la testa nn puoi fare niente vero K? Neanche un uovo fritto,  nn riesci a vedere un film o a leggere un fumetto, nn è così K? Nn riesci a leggere un fottuto fumetto, cazzo, un fot-tu-to fumetto…

     

    K: Si cazzo è così amico, te lo dico, è proprio così. E sai quando mi succede che nn ci sto con la testa amico? Dico sai quando mi succede? Fratello parlo con te, sai quando cazzo mi succede?

     

    J: No, K nn lo so quando ti succede. Dimmelo tu. Ti prego dimmelo tu fratello.

     

    K: Mi succede quando ho una ragazza. Se ho la tipa, se ho una dannatissima fica per le mani amico… ecco quando, perdo la testa, tutto va a puttane,  penso solo che se dovessi perderla sarei fottuto, capisci? Sarei fottuto, in culo. In culo io, in culo tu, in culo tutti amico. Hai capito bene in culo tutti…

     

    J: Hey, hey, hey, aspetta un attimo fratello, aspetta un merdosissimo attimo. Di cosa stiamo parlando? Questo nn è avere una fica per le mani. No cazzo che nn lo è. Questo è tutt’altro. Brutto figlio di una troia nera questo vuol dire essere innamorati testa di cazzo. Non è avere una fica per le mani. No. Non è la sgualdrina di turno. No, fratellone. Questo è schiacciare a canestro all’ultimo secondo e vincere la partita. Questo è un tiro da tre punti mentre l’arbitro fischia. Amico quello di cui parli tu è avere il conto in banca di Magic Jordan. Hey, hey, hey cazzo. È un attico a Manhattan. Si chiama amore testa di cazzo. La troia è la troia. L’amore è l’amore. Non puoi fare confusione tra le due. Ci vogliono le palle per scoparsi la troia e ci vogliono  le palle per amare una ragazza. Ma non puoi scoparti una troia amando una ragazza. Non hai 4 coglioni amico.

    March 02

    Lo Sticchio

    Il termine sticchio ha la sua etimologia nel latino Osticulum ovvero piccola bocca (da Os) con evidente riferimento alla forma dei genitali femminili. Al contrario di quanto avviene nel gergo italiano, nel quale l'apposizione della s iniziale privativa determina la creazione del termine sfigato con il quale ci si riferisce a chi è sfortunato o poco attraente, dalla sintesi della s iniziale alla parola siciliana pacchio, sinonimo di figa, si ottiene spacchiusu, termine con il quale si indica un uomo o una donna attraente e affascinante, in via del tutto simile a quanto avviene in italiano con l'utilizzo di figo. È utilizzata talvolta volgarmente, sempre nella lingua siciliana e per indicare l'organo sessuale femminile, la parola sticciu (almeno in alcune zone della Sicilia sud-orientale e della Calabria meridionale, nell'ultimo caso anche al femminile sticchia). È il corrispondente femminile del termine minchia, che indica invece l'organo maschile, il pene. Curiosamente, nel volgare siciliano l'organo genitale maschile viene indicato con un sostantivo femminile (si dice la minchia), mentre quello femminile con un sostantivo maschile (lo sticchio); questo può essere tuttavia il frutto indiretto della colonizzazione spagnola nell'isola; nella lingua di Cervantes infatti vi è la stessa inversione di genere rispetto alla lingua italiana, chiamandosi il pene la polla e la vagina el coño. Il maggior senso del pudore che, soprattutto nel meridione d'Italia, ma non solo, ancora persiste attorno alla sfera sessuale femminile rispetto a quella maschile, fa sì che il termine sia meno conosciuto e diffuso, nel resto d'Italia, della parola minchia che, almeno come forma di esclamazione, ha visto parecchio crescere negli ultimi anni il suo utilizzo anche fuori dai confini siciliani. Non mancano, tuttavia, in Sicilia, anche per la parola sticchio, delle espressioni colorite che utilizzano il termine ora con funzione di imprecazione (es. sticchio della malora), ora nel molto usato epiteto pezz'i sticchio (pezzo di sticchio), che sta ad indicare una donna fisicamente molto bella e attraente.
    (Wikipedia).
    February 24

    La morte demente

    La morte sontuosa

    Con denti di ghigno

    Da quando sei nato

    Lei ti chiama figlio

     

    La morte oltraggiosa

    Con voce suadente

    Ti stringe sui fianchi

    Le urla non sente

     

    La morte rapace

    Con occhi di brace

    Ti bacia le labbra

    Impone la pace

     

     

    La morte vogliosa

    Sul letto distesa

    Ti tende la mano

    Con velo da sposa

     

    La morte irridente

    Volgare e battona

    Per un pugno d’anime

    Tira giù la sottana

     

    La morte demente

    La morte non sente

    Le urla di uomo

    Al freddo fendente

    Apron la strada

    A ciò che sarà

    Ciò che è sempre stato

    Ciò che rimarrà.

    February 22

    Tra due mondi

    Tra due mondi

     

    E non sono l’Europa e l’Asia. L’Italia ed il Giappone. No. sono le due teste di cazzo che hanno sempre convissuto dentro di me. Da un lato la mia voglia di nulla, di arrendersi, di lasciare, distruggere e finire. Senza uno scopo, senza un perchè. Dall’altro quella di continuare, di impegnarsi per crearsi uno spazio, di lavorare sodo, di andare avanti. Col rischio di non riuscire.

    La voglia di droga, alcol, donne facili e vagabondaggio. Alla ricerca di un’immediata felicità, facili opportunità, soldi facili, vita facile, dormire, bere, scopare, morire.  Dall’altro il bisogno di un punto di riferimento amore , famiglia, lavoro sicurezza. Soldi sudati, onesti, onorevoli, un uomo rispettato, Signor Dottore.

    Questa continua lotta inside me,questo prendere e lasciare, affondare per risalire la china con uno schiocco di dita, questa insicurezza nell’incedere, mi hanno fatto andare avanti a singhiozzi. Non sono mai riuscito a definirmi, né da un lato né dall’altro. Codardia o prudenza. Indolenza o paura. Continua la mia ambiguità, innata, propria della mia genetica, spesso  invisibile ma determinante. Come l’atavica lotta tra bene e male. Come un continuo tumefatto groviglio, malsano frutto dal fascinoso sapore bohemienne, come un’antica cattedrale, crogiolo d’arte, abnegazione e decadenza, questa faida lacera le mie interiora, non lasciando più spazio alla leggerezza. Bramosa di vittoria la voce del crumiro mi ha spinto avanti. Assetata d’assenzio la voce maledetta si avvinghia ai miei desideri.   

    Infine il bisogno di indipendenza, la voce della dignità, del bisogno, che ci rende schiavi del danaro. La necessità di riuscire a svoltare, ed è nell’assenza di un particolare dono il cruccio più grande.  Se un uomo è quello che può e non quello che vuole, chi è meno dotato è fottuto in partenza. Non ho un dono particolare se non quello di avere un universo in continuo dirottamento….

    February 19

    Still life (Natura morta) di Natsuki Ikezawa

    NATURA MORTA

     

    Natsuki Ikezawa

     

     

    Non credere che questo mondo sia stato fatto per te. Non è un contenitore nel quale potere entrare. Tu ed il mondo, come due alberi che si ergono uno accanto all’altro, senza sorreggersi reciprocamente,  stanno dritti in piedi.  Ti basti sapere che vicino a e c’è un meraviglioso albero che si chiama mondo. Sii felice di questo, perché il resto delle persone non sta a pensare a te.  

    Ma dentro di te c’è un mondo diverso da quello che vive all’esterno. Puoi provare ad immaginarlo come un universo infinito dalla breve esistenza. La tua coscienza vive sul confine tra due mondi.

    February 16

    C. Bukowsky

    gufo 

    stanotte ho visto un gufo.
    stanotte ho visto il mio primo gufo
    era in cima a una palo del telefono.
    mia moglie lo ha illuminato con la pila.
    non s´`e mosso .
    se ne stava lì
    beato
    riflessi di luce negli occhi.

    il mio primo gufo
    il mio gufo di San Pedro.

    poi è suonato il telefono.

    siamo andati dentro.
    era qualcuno che voleva
    parlare.
    poi ha finito

    siamo tornati fuori e il gufo
    era scomparso.

    accidenti a chi si sente solo.

    magari non vedrò più un gufo
    in vita mia.

    February 09

    C. Bukowsky

    Splash

    L'illusione è che tu semplicemente
    stia leggendo questa poesia.
    La realta' è che questa è
    più di una
    poesia.
    Questo è il coltello
    di un accattone.
    è un tulipano.
    è un soldato che marcia
    attraverso Madrid.
    questo sei tu sul tuo
    letto di morte.
    questo è Li Po che ride
    sottoterra.
    no, non è una dannata
    poesia.
    è un cavallo
    che dorme.
    una farfalla dentro
    il tuo cervello.
    questo è il circo
    del diavolo.
    e non la stai leggendo
    su una pagina.
    è la pagina che legge
    te.
    la senti?
    è come un cobra.
    è un'aquila affamata
    che sorvola la stanza.
    questa non è una poesia.
    la poesia è barbosa,
    ti fa venire sonno.
    queste parole ti incitano
    a una nuova
    follia.
    ti ha toccato la grazia,
    sei stato spinto
    dentro una
    abbacinante regione di
    luce.
    adesso l'elefante
    sogna insieme
    a te.
    la volta dello spazio
    curva e ride.
    adesso puoi morire.
    tu puoi morire adesso come
    si doveva morire da uomini:
    grande,
    vittorioso,
    con l'orecchio alla musica,
    essendo tu la musica,
    che romba,
    romba,
    romba.

    February 05

    OGNI GIORNO

     

     

    Ogni giorno ogni giorno ogni giorno arrivare

    In orario correndo per non sentire urlare

    Ogni giorno volere

    Un po’ più di soldi o qualche cosa da bere

    Ogni giorno parlar con qualcuno con gli altri

    Ma che ci vuoi fare?

    Non sai campare

    Ogni giorno guardare

    Ogni giorno senza capire che non puoi avere

    Senza pagare

    E ogni giorno volere

    Una pistola un cannone fare del male

    Per smettere di urlare

    Per provare a dormire

    Ogni giorno nel letto

    Come un gatto depresso

    Come un vecchio cipresso

    Ogni giorno cercare di sognare

    Ogni giorno dovere rinunciare

    Ogni giorno andare più lontano

    Dai suoi occhi le labbra da quella sua mano

     

    Ogni giorno toccare

    la catena del collo

    la catena domani

    e provare a spezzare

    senza riuscire

    senza riuscire

    senza riuscire……

    February 04

    paperoga dove sei?

    Paperoga dove sei? dove cazzo te ne vai? paperoga tornerai!!! e ridere ci farai!!!!!!!! le cazzate a vanveraaaa!!!! credevamo sempre in te!!! anche se.... anche se!!!