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June 26 LacrimeLacrimeLei era una pioggia di sole che aspettava solo un cenno per inondarmi di calore. Le bastavano i miei sorrisi per volare come le aquile, per sognare come i bambini. Mi accorsi di lei passando davanti una vecchia villa che credevo disabitata.Si nascondeva tra le piante, dietro gli alberi, nell’oscurità che le verdi foglie creavano impedendo al sole di giungere a terra. Per un attimo mi fermai, sentendomi come chiamato, ascoltando un sussurro che lieve sfiorò le mie orecchie. Restai fermo con la testa un po’ inclinata ad ascoltare, per cercare di capire se fosse solo una mia impressione. Quel sussurro crebbe lentamente, assumendo una forma, definendosi sempre di più, sino a diventare musica. Un canto ammaliante, il cui oggetto ero io, era il mio nome. Possibile che qualcuno stesse chiamandomi? Si, fu la risposta e ne ebbi la certezza voltandomi. La vidi, per la prima volta, restandone abbagliato. Scivolai nei suoi verdi occhi magici, nuotai per un lunghissimo momento in un oceano la cui acqua era tiepida e rassicurante, mi lasciai cullare dal tepore della sua voce, dalla gentilezza del suo canto. Invitandomi ad entrare indicò il cancello d’ingresso. Lo aprii, varcai la soglia, cercai di avvicinarmi.... (Continua...)TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://thekaizoku.spaces.live.com/blog/cns!32857DFC27B529E2!286.trak Weblogs that reference this entry
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